Deve essere considerato veicolo “fuori uso”, in base alla disciplina di cui all’art. 3 del D.Lgs. n. 209 del 2003, sia il veicolo di cui il proprietario si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi,

sia quello destinato alla demolizione, ufficialmente privo delle targhe di immatricolazione, anche prima della materiale consegna a un centro di raccolta, sia quello che risulti in evidente stato di abbandono, anche se giacente in area privata.
La Corte di Cassazione Penale, Sezione III, con la sentenza del 24 aprile 2015, n. 17121, ha confermato che sono da considerarsi “in stato di abbandono” i veicoli a motore privi di parte essenziali per l’uso e la conservazione. Lo stato di abbandono deve essere valutato in relazione alle condizioni oggettive del veicolo che lo rendono non più idoneo all’uso, non al diverso utilizzo che il detentore ne faccia.
Ne consegue che costituisce reato di deposito incontrollato di rifiuti di cui all’art. 256, comma 2, del D.Lgs. n. 152 del 2006, l’utilizzo, da parte del titolare di un’impresa, della carcassa di un veicolo a motore come ricovero di strumenti di lavoro.