E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2015, il Decreto-Legge 4 luglio 2015, n. 92, recante “Misure urgenti in materia di rifiuti e di autorizzazione integrata ambientale, nonchè per l’esercizio dell’attività d’impresa di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale”.

Per quanto riguarda l’ambiente, si è sentita la necessità ed urgenza di adottare una disciplina transitoria per consentire che le installazioni sottoposte ad autorizzazione integrata ambientale a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46 (c.d. Decreto “Emissioni”), di attuazione della direttiva 2010/75/UE, possano proseguire il proprio esercizio nelle more della definizione dei procedimenti amministrativi di autorizzazione da parte delle competenti autorità regionali.
A questa urgenza se ne è affiancata un’altra: garantire la prosecuzione, per un periodo determinato, dell’attività degli stabilimenti industriali di interesse strategico interessati da un provvedimento giudiziario di sequestro e assicurare la prosecuzione dell’attività produttiva purchè siano adempiute secondo condizioni e prescrizioni contenute in un apposito piano, a salvaguardia dell’occupazione, della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell’ambiente.
Il decreto prevede inoltre una serie di disposizioni volte a garantire la continuità dell’attività produttiva di stabilimenti industriali d’interesse strategico nazionale in presenza di sequestro giudiziario di beni quando questo si riferisce a ipotesi di reato riguardanti la sicurezza dei lavoratori, garantendo allo stesso tempo la salvaguardia dell’occupazione, della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell’ambiente.
Il decreto, in questa ottica, prevede che l’attività di uno stabilimento possa proseguire per un periodo non superiore a 12 mesi, subordinatamente alla presentazione di un piano contenente misure e attività aggiuntive, anche di carattere provvisorio, per la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il primo articolo del provvedimento riallinea la normativa italiana in materia di rifiuti alla disciplina europea, intervenendo sull’articolo 183 del D.Lgs. n. 152/2006 (“Codice Ambientale”), che contiene le definizioni generali in materia di rifiuti, adeguando alcune definizioni alla direttiva europea in materia e alla consolidata interpretazione della Corte di Cassazione, specificando le nozioni di “produttore di rifiuti” e di di “deposito temporaneo” all’interno delle aree di produzione.
In particolare:
– per “produttore di rifiuti” si intendono anche i soggetti ai quali sia giuridicamente riferibile la loro produzione;
– viene ridefinito il “deposito temporaneo”, che oltre al raggruppamento dei rifiuti, comprende ora anche “il deposito preliminare alla raccolta ai fini del trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento”. Per “luogo di produzione dei rifiuti”, precisa inoltre il decreto-legge, bisogna intendere “l’intera area in cui si svolge l’attività che ha determinato la produzione dei rifiuti”.

Testo Decreto Legge:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-07-04&atto.codiceRedazionale=15G00115&elenco30giorni=false