1) Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate – Istituiti gli appositi codici tributo per i versamenti
Dopo la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2015, del decreto 23 gennaio 2015 con cui vengono dettati le modalità e i termini entro cui le Pubbliche Amministrazioni saranno tenute a versare direttamente all’Erario l’IVA che è stata addebitata loro dai fornitori, sono arrivati anche importanti chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1/E del 9 febbraio 2015.
Nell’intento di agevolare l’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”), introdotto dall’art. 1, comma 629, lettera b), legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), con la citata circolare, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti interpretativi che riguardano l’ambito soggettivo di applicazione della norma; le Amministrazioni Pubbliche coinvolte e i soggetti esclusi; le modalità di correzione per le eventuali violazioni commesse (senza applicazione di sanzioni).
Il documento di prassi precisa, inoltre, che in considerazione dell’incertezza della disciplina (che ha esplicato comunque efficacia già in relazione alle fatture emesse dal 1° gennaio 2015), nonché in ossequio ai principi dello Statuto del contribuente, non verranno applicate sanzioni per le violazioni – relative alle modalità di versamento dell’IVA afferente alle operazioni in discorso – eventualmente commesse anteriormente all’emanazione della presente circolare (9 febbraio 2015).
Ne deriva che ove le PP.AA., dopo il 1° gennaio 2015, abbiano corrisposto al fornitore l’IVA ad esse addebitata in relazione ad operazioni fatturate a partire dalla medesima data e, a sua volta, il fornitore abbia computato in sede di liquidazione, secondo le modalità ordinarie, l’imposta incassata dalle Pubbliche Amministrazioni, non occorrerà effettuare alcuna variazione.

Diversamente, ove il fornitore abbia erroneamente emesso fattura con l’annotazione “scissione dei pagamenti”, lo stesso dovrà correggere il proprio operato ed esercitare la rivalsa nei modi ordinari. In tal caso le Pubbliche Amministrazioni dovranno corrispondere al fornitore anche l’IVA relativa all’operazione ricevuta.
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 15/E del 12 febbraio 2015, ha provveduto alla Istituzione dei codici tributo per il versamento, mediante i modelli F24 ed F24 Enti pubblici, dell’IVA dovuta dalle pubbliche amministrazioni a seguito di scissione dei pagamenti.
Per consentire il versamento, mediante il modello F24 Enti pubblici, dell’imposta in parola, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto 23 gennaio 2015, è stato istituito il seguente codice tributo:
– “620E”, denominato “IVA dovuta dalle PP.AA.- Scissione dei pagamenti – art. 17-ter del DPR n. 633/1972”.
Per consentire il versamento, mediante il modello F24, dell’imposta in parola, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera b), del decreto 23 gennaio 2015, è stato istituito il seguente codice tributo:
– “6040”, denominato “IVA dovuta dalle PP.AA. – Scissione dei pagamenti – art. 17-ter del DPR n. 633/1972”.
L’Agenzia ricorda, infine, che per i versamenti da effettuare con le modalità descritte all’articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto 23 gennaio 2015, dovranno essere imputati al capo 8, capitolo 1203, articolo 12 del bilancio dello Stato.
2) L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli conferma la esclusione dal meccanismo
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, facendo seguito alla nota n. 3395/RU del 12 gennaio 2015, con la quale erano state fornite le prime istruzioni operative, con la Nota n. 17619 dell’11 febbraio 2015, ha ritenuto opportuno confermare, quanto peraltro già anticipato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 1/E del 9 febbraio 2015, la non applicabilità del meccanismo dello split payment.
Con la medesima circolare è stato, inoltre, precisato che in caso di ricezione di una fattura recante l’annotazione “scissione dei pagamenti”, le amministrazioni escluse dal campo di applicazione del citato meccanismo dovranno corrispondere al fornitore anche l’IVA relativa all’operazione ricevuta, mentre il fornitore dovrà correggere il proprio operato ed esercitare la rivalsa nei modi ordinari.
In relazione a quanto sopra esposto, gli uffici dell’Agenzia preposti alla lavorazione delle fatture passive provvederanno al pagamento delle stesse fatture secondo le precedenti modalità ordinarie, che prevedono la corresponsione al fornitore dell’IVA relativa all’operazione ricevuta.
Gli uffici doganali provvederanno a corrispondere l’IVA al fornitore anche in caso di fatture che dovessero erroneamente presentare l’annotazione “scissione dei pagamenti”. In tal caso, a seguito della ricezione della fattura, gli uffici competenti comunicheranno tempestivamente al fornitore che l’Agenzia è esclusa dal meccanismo della “scissione dei pagamenti” e che lo stesso fornitore dovrà esercitare la rivalsa nei modi ordinari, computando l’IVA nell’ambito delle proprie dichiarazioni.