[mk_page_section bg_image=”http://www.ecipa.eu/wp-content/uploads/2016/05/testata.jpg” sidebar=”sidebar-1″][vc_column][mk_padding_divider size=”60″][/vc_column][/mk_page_section][vc_row][vc_column][mk_fancy_title tag_name=”h1″ size=”40″ margin_top=”20″ margin_bottom=”0″ font_family=”none” align=”center”]Burocrazia, code agli sportelli raddoppiate[/mk_fancy_title][vc_text_separator title=”29 giugno 2016″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text disable_pattern=”false” p_margin_bottom=”20″ width=”1/1″ el_position=”first last”]Nonostante l’ingresso della tecnologia e l’uso di risorse informatiche all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, le code allo sportello sono tutt’altro che diminuite.
Lo rivela un’indagine promossa dalla CGIA di Mestre, report che sottolinea come negli ultimi 20 anni la coda agli sportelli è aumentata del 54,4%.
A farne le spese sono soprattutto i cittadini e le imprese che si rivolgono agli sportelli comunali, nelle Regioni del Centro Sud molto più che al Nord.
L’elaborazione, condotta dall’Ufficio studi della CGIA su dati emersi dalle varie Indagini multiscopo realizzate annualmente dall’Istat sulle famiglie italiane, dimostra ancora una volta come la burocrazia costituisca uno dei principali ostacoli con cui gli italiani devono fare i conti ogni giorno.
Se nel 1995 – per prenotare una visita specialistica, per richiedere la copia della cartella clinica, per ritirare i referti degli esami di laboratorio, per il rilascio degli attestati di esenzione dei ticket, etc. – 33,8 persone ogni 100 hanno dovuto attendere più di 20 minuti agli sportelli della propria ASL, venti anni dopo la “coda” è aumentata di 18 persone. Nel 2015, infatti, gli utenti in fila sono saliti a 52,2 con una crescita del 54,4 per cento.
Il trend è risultato essere ancor più “drammatico” per chi ha dovuto ricorrere ai servizi anagrafici erogati dai Comuni. Nel 1995 – per pubblicazioni, atti notori, cambi di residenza, certificazioni anagrafiche, rinnovo carta d’identità, etc. – quasi 11 persone su 100 hanno atteso oltre 20 minuti. Nel 2015 la “coda” è addirittura raddoppiata: la fila si è allungata a 22,3 persone (+104,6 per cento rispetto al 1995).
Se la situazione delle famiglie è decisamente peggiorata, le cose non vanno bene nemmeno per le imprese, in particolar modo per quelle di piccole dimensioni. Sempre da una elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA su dati della Banca Mondiale riferiti al 2016, emerge che nel nostro paese sono necessari 228 giorni per ottenere i permessi di costruzione di un fabbricato ad uso produttivo, contro i 188 della media UE. In buona sostanza in Italia sono necessari mediamente 40 giorni in più.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_raw_html]JTNDc2NyaXB0JTIwdHlwZSUzRCUyMnRleHQlMkZqYXZhc2NyaXB0JTIyJTIwc3JjJTNEJTIyJTJGJTJGczcuYWRkdGhpcy5jb20lMkZqcyUyRjMwMCUyRmFkZHRoaXNfd2lkZ2V0LmpzJTIzcHViaWQlM0RyYS01NzdmN2M2MTkwZWVhNTZkJTIyJTNFJTNDJTJGc2NyaXB0JTNFJTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJhZGR0aGlzX3NoYXJpbmdfdG9vbGJveCUyMiUzRSUzQyUyRmRpdiUzRQ==[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][mk_padding_divider size=”60″][/vc_column][/vc_row]