La destinazione d’uso, i limiti nei lavori in quota, le tipologie di scale, la norma UNI EN 131-1, i progetti di norma e la scelta della scala portatile.

 

 

Le cadute dall’alto rappresentano all’incirca un terzo degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro registrati. Ma emerge anche che molti di queste cadute (oltre il 17%) dipendono dalla caduta da scale portatili.

Lescale portatili sono “attrezzature di lavoro dotate di pioli o gradini sui quali una persona può salire, scendere e sostare per brevi periodi. Permettono di superare dislivelli e raggiungere posti di lavoro in quota; possono essere trasportate e installate a mano senza l’ausilio di mezzi meccanici”.

Queste scale vengono adottate, quale mezzo di accesso e lavoro, in molteplici attività effettuate nei cantieri temporanei o mobili, ma devono essere utilizzate, come posto dilavoro in quota, solo in alcuni casi.

Il Quaderno riporta questa destinazione d’uso per le scale portatili:

– “nelle lavorazioni nelle quali ci sia la necessità di operare in altezza;

– nei lavori in quota (attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile) solo nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro considerate più sicure non sia giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure a causa delle caratteristiche esistenti dei siti che il datore di lavoro non può modificare.

Riguardo alla tipologia delle scale portatili si può fare riferimento alla norma UNI EN 131-1 che “non prevede una classificazione delle scale portatili in base ai requisiti delle stesse”: le scale vengono individuate “per tipologia” in base alla “configurazione geometrica e agli elementi costituenti”.

Possiamo avere ad esempio:

 scale in appoggio: a pioli (semplice; innestabile o all’italiana; a sfilo, a sviluppo manuale o con meccanismo) e a gradini (semplice, ad un solo tronco);

 scale doppie: a pioli (a uno o a due tronchi di salita), a gradini (a uno o a du
e tronchi di salita; a uno o a due tronchi di salita munita di piattaforma e di guardia-corpo), a pioli e gradini;

 scale trasformabili: a due tronchi; a tre tronchi; multiposizione con cerniera.

  

Esistono anche altre tipologie di scale portatili. Oltre alle scale portatili che fanno parte della norma EN 131 “sono presenti le altre tipologie di seguito riportate:

 UNI EN 14183: 2004 ‘Sgabelli a gradini’ che consistono in scale di altezze non maggiori di 1 metro (‘stair type steps’) o 0,5 metri (‘dome type step stools’);

 UNI 10401: 2004 ‘Scale d’appoggio portatili a sfilo ed innestabili per usi professionali specifici per l’industria’ che sono scale di lunghezza totale uguale o maggiore di 8 m con portata massima di 100 kg, utilizzabili, prevalentemente all’esterno, solo da personale addestrato”.

Un aspetto importante per la prevenzione della cadute dall’alto: la scelta della scala.

La scelta di una tipologia di scala portatile in una specifica realizzazione “dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi”.

In particolare la scelta deve essere fatta dopo aver fatto le seguenti considerazioni.

La scala doppia:

– “non è idonea come sistema di accesso ad altro luogo,

– non deve superare l’altezza di 5 m”.

La scala in appoggio:

– “è idonea come sistema di accesso ad altro luogo,

– usata per l’accesso dovrà essere tale da sporgere a sufficienza (ad esempio, per almeno 1 metro) oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi garantiscano una presa sicura,

– non deve superare l’altezza di 15 m”.

La scala trasformabile:

– “nelle sue possibili configurazioni deve essere usata con una altezza massima di 5 metri per la configurazione doppia e con una altezza massima di 15 metri per la configurazione in appoggio,

– in configurazione di scala doppia non è idonea come sistema di accesso ad altro luogo,

– in configurazione di scala in appoggio è idonea come sistema di accesso ad altro luogo,

– in configurazione di scala in appoggio, usata per l’accesso, dovrà essere tale da sporgere a sufficienza (ad esempio, per almeno 1 metro) oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi garantiscano una presa sicura”.

Verificare laconformità della scala al D.Lgs. 81/08 che riconosce la norma tecnica UNI EN 131 e la presenza di un foglio o libretto. Il testo delle istruzioni può essere accompagnato da schemi o figure. Il produttore deve fornire l’elenco dei punti da ispezionare e verificare, unitamente ai criteri di valutazione ‘passa/non passa’. Le istruzioni per ottenere l’elenco devono essere comprese nelle istruzioni per il lavoratore o riportate sulla scala. Le istruzioni possono essere presentate anche nel sito web del fabbricante”.

Riferimento per il Quaderno Tecnico INAIL:

http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/intranet/documents/document/ucm_153624.pdf