Chi usa smartphone e tablet per acquistare servizi, abbonarsi a quotidiani on-line, comprare e-book, scaricare a pagamento film o giochi sarà più garantito. Arrivano, infatti, le regole del Garante per proteggere la privacy degli utenti che, tramite il proprio credito telefonico, effettuano pagamenti a distanza avvalendosi del cosiddetto mobile remote payment.

L’uso di questa nuova forma di pagamento, che è destinata a raggiungere in breve tempo una notevole diffusione e che accentua i processi di smaterializzazione dei trasferimenti di denaro, comporta infatti il trattamento di numerose informazioni personali (numero telefonico, dati anagrafici, informazioni sulla tipologia del servizio o del prodotto digitale richiesto, il relativo importo, data e ora dell’acquisto), in alcuni casi anche di natura sensibile.

Obiettivo del provvedimento generale dell’Autorità (n. 561 del 12 dicembre 2013), è quello di garantire in un mercato del pagamento sempre più dinamico, un trattamento sicuro delle informazioni che riguardano gli utenti e prevenire i rischi di un loro uso improprio.

Le direttive del Garante sono rivolte ai tre principali soggetti che offrono servizi di mobile payment:

1) gli operatori di comunicazione elettronica, che forniscono ai clienti un servizio di pagamento elettronico tramite cellulare, o con l’uso di una carta prepagata oppure mediante un abbonamento telefonico;

2) gli aggregatori (hub), che mettono a disposizione degli operatori TLC e internet e gestiscono la piattaforma tecnologica per l’offerta di prodotti e servizi digitali;

3) i venditori (merchant), che offrono contenuti digitali e vendono servizi editoriali, prodotti multimediali, giochi, servizi destinati ad un pubblico adulto.

Prima del varo definitivo del provvedimento, l’Autorità ha deciso – con un avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 2 del 3 gennaio 2014 – di sottoporre il testo a una consultazione pubblica: soggetti interessati, associazioni di categoria degli imprenditori e dei consumatori, università, centri di ricerca, potranno far pervenire contributi e osservazioni al Garante per posta o attraverso la casella di posta elettronica appositamente attivata: consultazionemp@gpdp.it