È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 44 del 23 febbraio 2015, il D.Lgs. 11 febbraio 2015, n. 9, che recepisce la direttiva 2011/99 del 13 dicembre 2011, in materia di ordine di protezione europeo

con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti delle vittime di reato. L’ordine di protezione europeo è “una decisione adottata dall’autorità giudiziaria di uno Stato membro con la quale, al fine di continuare a tutelare la persona protetta, viene disposto che gli effetti della misura di protezione si estendano al territorio di altro Stato membro in cui la persona protetta risieda o soggiorni o dichiari di voler risiedere o soggiornare” (art. 2, comma 1, lett. c)). Il decreto legislativo inserisce il nuovo comma 2 all’art. 282-quater C.P.P., con il quale si dispone che con la comunicazione alla persona offesa delle misure coercitive dell’allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, questa viene anche “informata della facoltà di richiedere l’emissione di un ordine di protezione europeo”, che sarà emesso dal giudice che ha disposto una delle misure citate (art. 4). L’autorità giudiziaria che ha emesso l’ordine di protezione europeo trasmetterà il provvedimento al Ministero della Giustizia ai fini della successiva trasmissione all’autorità competente dello Stato di esecuzione (art. 6). Sul riconoscimento di un ordine di protezione europeo deciderà la Corte di appello nel cui distretto la persona protetta ha dichiarato di soggiornare o di risiedere o presso cui ha dichiarato l’intenzione di soggiornare o di risiedere (art. 7). Il Ministero della Giustizia, ricevuto un ordine di protezione europeo, provvederà quindi alla trasmissione al Presidente della Corte d’appello competente per territorio, che deciderà entro dieci giorni dalla data di ricevimento dell’ordine (art. 8). Infine, spetterà all’autorità giudiziaria dello Stato di emissione la decisione in ordine alla proroga, al riesame, alla modifica, all’annullamento o alla sostituzione della misura di protezione posta alla base dell’ordine di protezione europeo (art. 11). Per consentire la valutazione in ordine alle modalità di attuazione degli obblighi nascenti dal recepimento della direttiva, il Ministero della Giustizia provvede, entro il 31 dicembre di ogni anno, a inviare un rapporto alla Commissione europea circa il numero di ordini di protezione emessi e riconosciuti dalle autorità competenti (art. 13).