In attesa del “Click day” predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, previsto per i primi di aprile,
la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, con circolare n. 5 del 6 marzo 2015, pubblica le prime
indicazioni operative per usufruire del Microcredito a favore di quei soggetti che non hanno tutte le garanzie
per ottenere un prestito bancario, al fine di facilitare la diffusione e l’utilizzo di questo nuovo strumento, in
particolare per le PMI.
Il fondo ha la finalità di finanziare lavoratori autonomi o microimprese rientranti nelle cosiddette “fasce
deboli” ovvero non in condizione di rivolgersi al sistema creditizio tradizionale per assenza di idonee
garanzie.
Tra i potenziali beneficiari dei fondi rientrano:
– lavoratori autonomi (commercialisti, avvocati, medici, notai, geometri, agronomi, consulenti del lavoro,
psicologi, giornalisti, architetti, ingegneri, dentisti, consulente aziendale, tributario, informatico, editoriale,
webmaster, ecc.) titolari di partita IVA da meno di cinque anni e con massimo 5 dipendenti;
– imprese individuali titolari di partita IVA da meno di cinque anni e con massimo 5 dipendenti;
– società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperative titolari di partita
IVA da meno di cinque anni e con massimo 10 dipendenti.
Sono comunque escluse le imprese che al momento della richiesta presentino, anche disgiuntamente,
requisiti dimensionali superiori a quelli previsti dall’articolo 1, secondo comma, lettere a) e b) del R.D. 16
marzo 1942, n. 267 (Legge fallimentare).
Lo stanziamento totale disponibile per il 2015 è di euro 40milioni di euro, di cui euro 30mlioni versati dal
Ministero dello Sviluppo ed euro10milioni (circa) versati dal Movimento 5 stelle.
Con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico verranno stabilite le modalità di presentazione
telematica delle istanze.
La documentazione necessaria è costituita da: copia carta d’identità e codice fiscale del richiedente,
certificazione attribuzione partiva iva, certificato di iscrizione nel Registro delle imprese o certificato
iscrizione ordine professionale, libro unico del lavoro, ultimi tre bilanci.