Sono da assoggettare a imposta di bollo i documenti di offerta e accettazione, redatti in formato elettronico, scambiati tra enti e 

fornitori della Pubblica Amministrazione sulla piattaforma del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA).

Tali accordi sono, infatti, equiparabili a una scrittura privata, da assoggettare a imposta di bollo ai sensi dell’art. 2 della Tariffa, Parte Prima, allegata al D.P.R. n. 642 del 1972.

Il contratto tra la pubblica amministrazione ed un fornitore abilitato viene, infatti, stipulato, ai sensi dell’articolo 328 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, per scrittura privata e lo scambio di documenti digitali tra i due soggetti concretizza una particolare procedura prevista per la stipula di detta scrittura privata.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 96/E del 16 dicembre 2013.

La risoluzione risponde a un’istanza di interpello in merito al corretto trattamento tributario applicabile, ai fini dell’imposta di bollo, ai documenti di offerta e accettazione per l’approvvigionamento di beni e servizi scambiati tra Enti e fornitori all’interno del MEPA.

A pagare il bollo sarà dovrà essere il soggetto che presenta l’offerta (fornitore aggiudicatario), il quale è pertanto responsabile del corretto assolvimento del tributo, come previsto dall’art. 53 del Regolamento sul sistema di e-procurement della Pubblica Amministrazione.

Non scontano, invece, l’imposta di bollo le offerte economiche presentate dagli operatori che non siano seguite dall’accettazione da parte della PA. Si tratta, infatti, di mere proposte contrattuali, la cui validità permane fino al termine indicato dalla procedura, che non producono effetti giuridici qualora non seguite dall’accettazione.