La legge di conversione n. 116/2014 del D.L. n. 91/2014 ha risolto l’empasse sull’applicazione delle sanzioni per chi commercializza sacchetti per asporto merci che non siano biodegradabili e compostabili.  L’art. 2, comma 4, del D.L. n. 2/2012, convertito nella L. n. 28/2012, faceva partire l’applicazione delle sanzioni a carico di chi faceva circolare sacchetti di plastica “non conformi ” una volta decorsi 60 giorni dall’emanazione del decreto ministeriale che avrebbe dovuto fissare le caratteristiche “tecniche” dei sacchetti.  Il 18 marzo 2013 veniva firmato il decreto che però non fu possibile pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale senza che si fosse chiusa la procedura di notifica alla UE (procedura peraltro ancora non chiusa) per cui di fatto la sua efficacia veniva “congelata” e con essa le sanzioni.

La legge di conversione n. 116/2014 del D.L. n. 91/2014, all’art. 11, comma 2-bis, elimina dal comma 4, dell’art. 2, del D.L. n. 2/2012, convertito dalla L. n. 28/2012, l’inciso “A decorrere dal sessantesimo giorno dall’emanazione dei decreti di natura non regolamentare di cui al comma 2”, che agganciava l’operatività delle sanzioni all’emanazione del decreto “tecnico” sulle caratteristiche dei sacchetti.  Pertanto, a decorrere dal 21 agosto 2014 (data di entrata in vigore della legge n. 116/2014), la commercializzazione dei sacchi non conformi a quanto prescritto dall’art. 2 del D.L. n. 2/2012, convertito nella L. n. 28/2012 (sacchetti monouso che non siano biodegradabili e compostabili o sacchetti riutilizzabili che non abbiano gli spessori previsti dalla legge) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.500,00 euro a 25.000,00 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore.Le sanzioni saranno applicate ai sensi della L. n. 689/1981. All’accertamento delle violazioni provvedono, d’ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto previsto dall’art. 7 della citata L. n. 689/1981 è presentato alla Camera di Commercio della provincia nella quale è stata accertata la violazione.