Il deposito temporaneo e le fasi successive della gestione degli oli usati sono realizzati, anche miscelando gli stessi, in modo da tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati da destinare, secondo l’ordine di priorità di cui all’articolo 179, comma 1, a processi di trattamento diversi fra loro.

Il tutto a condizione che vengano rispettati i principi generali della disciplina in materia di rifiuti, che la miscelazione sia effettuata da una impresa autorizzata e che l’operazione sia conforme alle migliori tecniche disponibili.

Rimane dunque fermo il divieto di miscelazione degli oli usati con altri tipi di rifiuti o sostanze, nonché l’obbligo di tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati destinati a processi di trattamento diversi.

La novità arriva dall’art. 14, comma 8-quinquies della L. n. 116/2014, di conversione del D.L. n. 91/2014, attraverso la modifica dell’articolo 216-bis del D.Lgs n. 152/2006 (oli usati) che legittima – “in deroga” all’articolo 187 dello stesso “Codice ambientale”, che stabilisce il divieto generale di miscelazione dei rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosità – la miscelazione degli oli usati, senza dunque rispettare il divieto generale di miscelazione dei rifiuti con caratteristiche di pericolo differenti.