Presentati i risultati di una ricerca, effettuata da un gruppo di lavoro congiunto ISTAT Fondazione Ugo Bordoni (FUB), che, partendo dai dati raccolti mediante l’indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” (anni 2005-2013), ha tracciato un identikit degli utenti di Internet e dei non utenti, visti nel loro insieme o nella loro articolazione socio-demografica e culturale.

Le diverse analisi dei dati offrono spunti di ulteriore approfondimento e indicazioni per interventi pubblici che potrebbero contribuire a rimuovere gli ostacoli ad un accesso diffuso e capillare alla Rete, favorendo una maggiore coesione sociale e una ripresa dell’economia.

Nonostante il ricorso alla Rete e ai suoi servizi sia indubbiamente aumentato – some si legge nella premessa – nel corso degli ultimi anni, l’Italia sembra essere ancora molto indietro rispetto ai principali Paesi dell’Unione europea. Dai confronti internazionali, infatti, emerge che, con particolare nel 2013, il nostro paese si colloca al terz’ultimo posto nell’uso regolare di Internet, al quarto posto nel non utilizzo della Rete e agli ultimi posti per l’accesso alla Rete da casa.

Ma ciò che rende ancora più preoccupante il quadro di analisi è che il divario esistente tra l’Italia e gli altri Paesi europei non sembra affatto ridursi con il passare del tempo.

All’approfondimento di questi temi è dedicato il presente Rapporto che, tramite le analisi condotte nel periodo di osservazione 2005 – 2013, si propone di:

– descrivere la popolazione italiana in base all’uso e al non uso di Internet;

– analizzare la cause del differente grado di utilizzo della Rete da parte degli utilizzatori;

– individuare i principali fattori che potrebbero sostenere una maggiore diffusione di Internet e, quindi, migliorare la posizione dell’Italia nei confronti internazionali.

Per maggiori informazioni: //www.istat.it/it/files/2014/11/Internet@Italia2013-def.pdf“>http://www.istat.it/it/files/2014/11/Internet@Italia2013-def.pdf