Con due provvedimenti di contenuto identico, la Regione Emilia Romagna, con l’art. 8 della

L.R. n. 4 del 24 maggio 2013 (che introduce, nella L.R. 28 aprile 1984, n. 21, recante

“Disciplina dell’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale”, l’art. 7-bis rubricato “Accesso ai luoghi e diffida amministrativa”) e la Regione Veneto, con la L.R. n. 10 dell’ 11 marzo 2014 (che introduce nella L.R. 28 gennaio 1977, n. 10, recante “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale” l’articolo 2-bis rubricato “Diffida amministrativa”) hanno introdotto l’istituto della “diffida amministrativa”.

La nuova disciplina, che interviene esclusivamente nella regolamentazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale, stabilisce una procedura innovativa che prevede un invito formale a sanare un’eventuale posizione irregolare, entro un preciso limite di tempo (non superiore a 10 giorni), prima di attuare procedimenti sanzionatori.

La diffida amministrativa è applicabile nell’ambito di procedimenti sanzionatori disciplinati nei settori riguardanti il commercio, la somministrazione di alimenti e bevande, l’esercizio di attività di artigianato a contatto con il pubblico, il divieto di fumo, nonché nelle fattispecie sanzionatorie previste dai regolamenti comunali.

La diffida amministrativa non è rinnovabile, né prorogabile. Essa non opera in caso di attività svolta senza autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta comunque denominato.

L’autore della violazione non può essere diffidato nuovamente per un comportamento già oggetto di diffida nei cinque anni precedenti.

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http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=270446