Sarà un anno cruciale per l’Europa. Il 2014 si apre con il semestre di presidenza greca dell’Unione. Per la Grecia si tratta della quinta presidenza di turno dal suo ingresso nel 1981 nell’Unione, riceve il testimone dalla Lituania e lo girerà all’Italia il prossimo 1 luglio.

Il nuovo anno porta anche:

– un allargamento della “EUROZONA” con l’adozione della moneta unica da parte della Lettonia, la quale diventa il diciottesimo Paese ad utilizzare la moneta unica;

– la completa apertura delle frontiere europee anche ai lavoratori romeni e bulgari.

Si allarga, dunque, l’eurozona e cadono anche le ultime barriere alle restrizioni della libera circolazione dei lavoratori rumeni e bulgari. Per loro le porte si aprono in tutti i Paesi dell’Unione, anche in quelli come Austria, Francia, Germania e Regno Unito, che avevano continuato a prevedere disposizioni restrittive al loro ingresso.

Bulgaria e Romania sono entrate nell’Unione Europea dal 1 gennaio 2007, ma è stato previsto un periodo transitorio di sette anni con una serie di limitazioni alla libera circolazione ai fini di un’occupazione professionale che si è concluso proprio il 31 dicembre 2013.

Nel 2014 vi saranno le nuove elezioni europee con il conseguente rinnovo delle istituzioni UE .

Il nuovo Parlamento europeo che i cittadini dell’Unione eleggeranno tra il 22 e il 25 maggio prossimi, avrà infatti anche voce in capitolo – per la prima volta – sulla nomina del Presidente della Commissione.

E’ una delle principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona: quando gli Stati Membri dell’UE nomineranno il candidato a Presidente della Commissione europea, che succederà a José Manuel Barroso nell’autunno 2014, per la prima volta dovranno tenere conto dei risultati delle elezioni europee. Sarà poi il nuovo Parlamento che, riprendendo le parole del trattato, dovrà “eleggere” il Presidente della Commissione.

Un rinnovamento che avverrà orientativamente nel corso del prossimo autunno, proprio durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione.