Il 30 giugno 2015 la Commissione europea ha pubblicato uno studio sulla performance degli sportelli unici previsti dalla Direttiva 2006/123/CE (“Direttiva Servizi”).

Tale studio si compone di un Report sulla situazione generale nell’Unione europea e di 28 documenti che descrivono la situazione per ognuno degli Stati membri, più 3 documenti relativi ai paesi dell’EEA (European Economic Area): Norvegia, Islanda e Lichtenstein.
La Direttiva Servizi impone ad ogni Stato membro la creazione, a partire dalla fine del 2009, di sportelli unici, cioè di portali di e–government che forniscono agli utenti le informazioni sui requisiti amministrativi relativi ad una data prestazione di servizi e la possibilità di espletare on line tutte le formalità per l’accesso e l’esercizio di tale prestazione.
Nel 2013, la Commissione e gli Stati membri hanno elaborato la “Carta degli Sportelli unici”, per cercare di renderli più rispondenti ai bisogni dei prestatori di servizi e per aiutare gli Stati membri a superare le difficoltà incontrate nella loro istituzione.
La Carta fissa quattro criteri per valutare e comparare gli sportelli unici:
1) qualità e disponibilità delle informazioni,
2) operatività delle procedure elettroniche,
3) accessibilità per gli utenti transfrontalieri,
4) facilità di utilizzo.
Per quel che riguarda la situazione generale nell’Unione europea, il rapporto della Commissione mostra che la performance degli sportelli unici rispetto ai criteri sopra indicati è media (54%) e che ci sono ampi margini di miglioramento.
Per quel che riguarda l’Italia, il documento mostra una qualità dello sportello unico superiore alla media. In particolare, lo sportello unico italiano ottiene buoni risultati in termini di:
a) qualità delle informazioni fornite, sia sui requisiti generali che su quelli specifici;
b) possibilità di completare interamente le procedure online, anche quando si è reindirizzati su altri siti;
c) qualità del servizio di assistenza.
Lo sportello unico italiano, invece, ha una performance piuttosto bassa in termini di accessibilità da parte degli utenti esteri anche perché il sistema non riconosce le identità digitali e le firme elettroniche degli altri Stati membri.
Il portale, inoltre, sembra essere poco intuitivo e sono stati segnalati problemi tecnici.
Il documento formula anche alcune raccomandazioni all’Italia per migliorare la qualità dello sportello unico.
Innanzitutto, vista la molteplicità delle autorità coinvolte nella gestione e nello sviluppo dello sportello unico, raccomanda di individuare un solo soggetto responsabile.
In secondo luogo, le informazioni dovrebbero essere meglio organizzate sulla base del ciclo di vita dell’impresa e dovrebbero essere supportate da strumenti di navigazione efficaci.
In terzo luogo, dovrebbe essere migliorata l’accessibilità da parte degli utenti esteri, in particolare, rendendo il portale compatibile con i sistemi di identità digitale e firma elettronica degli altri Stati membri.
Infine, il sito potrebbe essere reso più facile da usare strutturando meglio le informazioni e raccogliendo in modo continuativo i commenti degli utenti.
Per maggiori informazioni: 

http://ec.europa.eu/internal_market/eu-go/index_it.htm#it