E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2013, il Decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, con il quale vengono dettate le prime misure urgenti per l’avvio del piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonchè misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015.

Prevista l’istituzione di un credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, nel limite massimo complessivo di euro 600 milioni per il triennio 2014-2016.

Alle Camere di Commercio, oltre al rilascio dei “certificati d’origine delle merci”, viene affidato il compito del “rilascio di attestazioni di libera vendita e commercializzazione dei prodotti sul territorio italiano o comunitario e di certificazioni dei poteri di firma, su atti e dichiarazioni, a valere all’estero, in conformità alle informazioni contenute nel registro delle imprese”, su appositi modelli approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Su richiesta delle imprese, le Camere di Commercio rilasceranno i certificati camerali anche in lingua inglese che, esclusivamente ai fini dell’utilizzo in uno Stato estero, dovranno essere esenti dall’imposta di bollo.

Destinazione Italia è la politica organica del Governo per attrarre gli investimenti esteri e favorire la competitività delle imprese italiane. Si compone di 50 misure che incidono su tutto il “ciclo di vita dell’investimento” e toccano numerosi ambiti: dal fisco al lavoro, dalla giustizia civile alla ricerca, dal rafforzamento della rete estera al miglioramento della reputazione dell’Italia all’estero.

Attrarre investimenti è essenziale per sostenere l’economia italiana perché consente l’apertura di nuove attività e insediamenti produttivi, la riconversione di attività esistenti, la capitalizzazione e il rafforzamento finanziario delle nostre imprese, la creazione di lavoro e conoscenza. Oggi, tuttavia, la quota detenuta dall’Italia di investimenti esteri è pari a solo l’1,6% dello stock mondiale. Non basta.

Per attrarne di più, da un lato occorre facilitare la vita degli investitori esteri e degli imprenditori italiani, assicurando certezza del diritto, del fisco e dei tempi nelle autorizzazioni.