La nuova proposta presentata dalla Commissione europea per modernizzare le regole europee sull’insolvenza transfrontaliera è un’ancora di salvezza lanciata a quelle imprese che, colpite dalla crisi economica, sarebbero in grado di sopravvivere se fosse data loro una seconda opportunità. La Commissione propone di modernizzare le norme attuali relative all’insolvenza transfrontaliera, che risalgono al 2000: basandosi sull’esperienza dei dieci anni trascorsi, le nuove norme sposteranno l’attenzione dalla liquidazione verso una nuova impostazione che aiuti le imprese a superare le difficoltà finanziarie, proteggendo al contempo il diritto dei creditori a recuperare il loro denaro.

Le nuove norme aumenteranno efficienza ed efficacia delle procedure transfrontaliere d’insolvenza, che secondo le stime riguardano ogni anno 50 000 società in tutta l’Unione europea. Questo è il primo passo verso una “cultura europea del risanamento e della ripresa”, per aiutare le società e i privati che si trovano in difficoltà finanziarie; un ulteriore approfondimento si trova nella comunicazione strategica adottata in parallelo oggi, in cui si identificano quei settori del diritto fallimentare nazionale che più di tutti rischiano di creare un clima “ostile” per le imprese e di ostacolare lo sviluppo di un efficiente regime delle situazioni d’insolvenza nel mercato interno.

La revisione del regolamento UE sulle procedure d’insolvenza intende modernizzare le norme vigenti affinché sostengano la ristrutturazione dell’impresa in difficoltà e creino un clima proficuo per le aziende, soprattutto in tempi di crisi economica. L’intervento adatterà il regolamento, che risale al 2000, agli sviluppi intervenuti nei diritti fallimentari nazionali, in particolare per le aziende fortemente indebitate. Anche gli interessi dei creditori possono essere meglio tutelati con la ristrutturazione, poiché essa consente di aumentare le loro probabilità di recuperare il denaro, che altrimenti rischierebbe di essere disperso in una liquidazione.

La modifica porterà altresì maggior certezza giuridica, chiarendo le norme che determinano la competenza giurisdizionale e garantendo che, ove un debitore sia oggetto di procedure d’insolvenza in più Stati membri, i giudici responsabili delle varie procedure lavorino a stretto contatto tra loro. Sarà migliorata l’informazione verso i creditori, mediante l’obbligo per gli Stati membri di pubblicare le decisioni più importanti, come ad esempio quelle sull’apertura delle procedure d’insolvenza. Queste modifiche miglioreranno l’efficienza e l’efficacia complessive delle procedure d’insolvenza transfrontaliere.

In termini più generali, questa proposta va vista come il primo passo verso una “cultura europea del risanamento e della ripresa” per le società e i privati in crisi. La difficoltà sta nel gestire la situazione d’insolvenza del debitore tutelando al contempo gli interessi del creditore. In futuro, potranno esservi regimi distinti per, da un lato, gli imprenditori onesti e, dall’altro, i casi di fallimento dovuti a frode o negligenza. Nei casi di fallimento non fraudolenti, si potrà pensare ad un termine per la remissione del debito e a delle restrizioni legali derivanti dal fallimento tali che, in caso di insuccesso, l’attività imprenditoriale non si concluda come una “sentenza di condanna a vita”.

La proposta di regolamento passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE per il dibattito legislativo e l’adozione.

Contesto

Il diritto fallimentare europeo è costituito dal regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure d’insolvenza (il “regolamento sulle procedure d’insolvenza”), in vigore dal 31 maggio 2002. Il regolamento contiene norme in materia di competenza giurisdizionale, riconoscimento delle decisioni e legge applicabile e stabilisce il coordinamento di procedure aperte in più Stati membri. Il regolamento si applica ove il debitore abbia beni o creditori in più di uno Stato membro.

 

Per maggiori informazioni clicca sul documento di interesse

Regolamento CE n° 1346/2000

MEMO/12/969 – Questions and answers: “Towards a new European approach to business failure and insolvency”

Comunicazione della Commissione al Parlamento, al Consiglio e al Consiglio Economico e Sociale Europeo – “Un nuovo approccio al fallimento e all’insolvenza delle imprese” (Strasburgo, 12.12.2012) in lingua inglese

Proposta di Regolamento del Consiglio e del Parlamento Europeo che modifica il Reg. (CE) n° 1346/2000 sui procedimenti di insolvenza in lingua inglese