Con il decreto 24 settembre 2014, n. 202, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2015, il Ministero della Giustizia ha emanato il regolamento recante i requisiti di iscrizione nel registro degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento.

La disciplina della “crisi da sovraindebitamento” è stata introdotta nel nostro ordinamento dalla Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento), al fine di poter offrire uno strumento anche a quei soggetti che sono esclusi dalla disciplina fallimentare, in quanto di piccole dimensioni o privati. A questi soggetti, al fine di porre rimedio alle situazioni di crisi sovraindebitamento, è, consentito concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi.
Il regolamento, emanato ai sensi dell’articolo 15, comma 2, della L. n. 3/2012, come modificata dal D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, disciplina:
a) l’istituzione presso il Ministero della Giustizia del registro degli organismi costituiti da parte di enti pubblici, deputati alla gestione della crisi da sovraindebitamento del debitore non soggette ne’ assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali;
b) i requisiti e le modalità di iscrizione nel medesimo registro, la formazione dell’elenco degli iscritti e la sua revisione periodica, la sospensione e la cancellazione dal registro dei singoli organismi, nonchè la determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono alla procedura (art. 1).
Nel registro sono iscritti:
a) a domanda: gli organismi costituiti dai Comuni, dalle Provincie, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dalle istituzioni universitarie pubbliche.
b) di diritto, su semplice domanda, anche quando associati tra loro: gli organismi di conciliazione costituiti presso le Camere di Commercio, il segretariato sociale e gli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai (art. 4)
In via transitoria, per i tre anni successivi all’entrata in vigore del decreto (28 gennaio 2015 – 27 gennaio 2018), i professionisti appartenenti agli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai, sono esentati dall’applicazione delle disposizioni in materia di obblighi di aggiornamento professionale, purche’ documentino di essere stati nominati, in almeno quattro procedure, curatori fallimentari, commissari giudiziali, delegati alle operazioni di vendita nelle procedure esecutive immobiliari ovvero per svolgere i compiti e le funzioni dell’organismo o del liquidatore.
Le nomine relative a differenti tipologie di procedure sono cumulabili e rilevano anche quelle precedenti all’entrata in vigore del decreto (art.19).
Per maggiori informazioni:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-01-27&atto.codiceRedazionale=15G00012&elenco30giorni=false