Un soggetto iscritto solamente nel REA non può partecipare ad un contratto di rete d’impresa, non avendo la natura di impresa in senso sostanziale e non avendo una propria posizione

in seno al Registro delle imprese né in sezione ordinaria, né in sezione speciale e non può, infine, essere iscritto su alcuna posizione Registro delle imprese, come invece chiede la norma.
E’ questo il parere dal Ministero dello Sviluppo Economico nella nota del 9 aprile 2015, Prot. 50217, emanata in risposta ad una Camera di Commercio che chiedeva se un soggetto (nel caso specifico: una fondazione), iscritto solo al REA, potesse partecipare ed essere impresa di riferimento di un contratto di rete.
Allo stesso modo si era già espresso lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico con il parere del 13 agosto 2014, Prot. 0145656, fornito ad un analogo quesito posto da altra camera di Commercio, affermando che il richiamo normativo al registro delle imprese e alle relative sezioni – operato dall’art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 5/2009 – ha fatto escludere la iscrizione del contratto di rete nella posizione dell’associazione. Ciò in ragione anche del fatto che l’associazione, che é iscritta nel REA, non é impresa nel momento in cui l’attività economica si esplica in via meramente sussidiaria e complementare rispetto all’attività principale (di tipo, ovviamente, non economico) svolta dall’associazione stessa.
Il legislatore – scrive il Ministero – ha richiesto il duplice requisito della natura imprenditoriale del partecipante al contratto sia sotto il profilo sostanziale che formale. Sotto il primo profilo infatti devono ricorrere tutti gli elementi definenti la fattispecie di cui all’art. 2082 del Codice civile, esercitati in via assolutamente prevalente. Ma tale condizione se è necessaria, non è peraltro sufficiente, nel senso che ad essa deve aggiungersi l’ulteriore criterio della evidenza formale dell’impresa, consistente nella iscrizione della medesima nel Registro delle imprese (sezione ordinaria o sezione speciale).
Per quanto riguarda poi la questione se tale soggetto REA possa essere o meno impresa “di riferimento” o “indicata” di un contratto di rete, il Ministero ricorda quanto già sostenuto nella Circolare 3668/C del 2014, e che l’impresa di riferimento “non deve necessariamente coincidere con l’eventuale impresa mandataria o capogruppo: è esclusivamente una identificazione al fine della presentazione dei dati da iscrivere. La qualifica di impresa di riferimento, adottata anche allo scopo di evitare duplicazioni di informazioni, può essere riattribuita senza alcun vincolo ad altro soggetto partecipante al contratto di rete, previa comunicazione all’ufficio.”.
Nell’ipotesi di rete costituita da due soli soggetti – di cui uno “only REA”- il contratto diviene definitivamente nullo per mancanza della pluralità dei contraenti, che deve ritenersi altro elemento essenziale ed indefettibile qualificante la fattispecie.
Sotto l’aspetto pubblicitario, l’ufficio potrà procedere alla iscrizione del contratto sulle posizioni delle imprese regolarmente iscritte, ignorando la posizione del soggetto non imprenditore, salva l’ipotesi di contratto costituito da due soli soggetti. Per scaricare il testo del parere ministeriale clicca qui.