L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha lanciato un allarme sull’entità e sulla crescita dei fenomeni di contraffazione e pirateria commerciale a danno dei consumatori, perpetrati attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

La denuncia è stata sollevata dal presidente dell’Autorità, Giovanni Pitruzzella, nel corso di un’audizione presso la “Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo”.

La contraffazione – ha spiegato il presidente dell’Agcm – è una prassi commerciale che colpisce al cuore il corretto funzionamento del mercato. Deprime gli incentivi ai miglioramenti, disorienta i consumatori, impedisce alla concorrenza di produrre i suoi benefici”.

Il fenomeno è particolarmente sentito fra le nuove generazioni: “In base all’ultimo Rapporto Censis, infatti, il 75% dei soggetti giovani intervistati acquista consapevolmente prodotti contraffatti, per una scelta intenzionale e ripetuta”. Da qui, secondo il Garante Antitrust, la necessità di “altri interventi, soprattutto educativi e informativi per diffondere non solo una più ampia culturale della legalità, ma la conoscenza dei danni che un illusorio risparmio nel breve termine può determinare sulle condizioni economiche della collettività nel lungo termine“.

Quanto all’entità del fenomeno, nel corso dell’audizione parlamentare il presidente dell’Antitrust ha ricordato che, secondo un altro studio commissionato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è emerso che nel 2012 il volume d’affari dei prodotti contraffatti in Italia è stato pari a 6,5 miliardi di fatturato.

Il fenomeno ha provocato una diminuzione dei posti di lavoro che viene stimata intorno alle 100 mila unità, con un minor gettito fiscale di circa 1,6 miliardi per le imposte dirette e 3,6 miliardi per quelle indirette.

A livello europeo, infine, nel 2012 sono stati fermati alle dogane 40 milioni di prodotti per un valore di circa 1 miliardo di euro.