La richiesta della documentazione antimafia da parte dell’ente pubblico che procede può comportare un rallentamento nei tempi di emissione dei provvedimenti necessari alle imprese.

Per ovviare a questo problema, la miglior soluzione è utilizzare la “white list” per quelle imprese, fornitori, prestatori di servizi ed esecutori delle attività ritenute più a rischio.

Il 14 agosto 2013 è, infatti, entrato in vigore il D.P.C.M. 18 aprile 2013, il quale prevede l’istituzione, presso tutte le Prefetture, dell’elenco degli operatori economici non soggetti a rischio di infiltrazione mafiosa (c.d. “white List“).

Il citato Decreto ha inteso estendere a sistema l’istituto denominato “elenco dei fornitori” che sino ad ora aveva trovato applicazione in alcuni specifici contesti territoriali, quali quello della ricostruzione post sisma in Abruzzo e nell’Italia settentrionale, nonché quello dell’EXPO 2015 di Milano. A tali elenchi potranno, pertanto, chiedere di essere iscritte le aziende che operano nei settori tassativamente individuati dai commi 53 e 53, dell’art. 1 della L. n. 190/2012, le quali abbiano la sede legale nel territorio della Provincia.

Per ora i settori individuati sono i seguenti: trasporto di materiali a discarica per conto terzi; trasporto e smaltimento di rifiuti sempre per conto terzi; estrazione; fornitura e trasporto di terra, materiali inerti, calcestruzzo, bitume; noli a freddo di macchinari; noli a caldo; fornitura di ferro lavorato; autotrasporti per conto terzi; guardiania dei cantieri.

La procedura consiste nell’iscrizione che potrà essere richiesta dal titolare dell’impresa o dal suo legale rappresentante, indicando i settori di attività, preferibilmente per via telematica in una specifica lista tenuta dalla Prefettura. Sarà quindi compito della Prefettura competente rilasciare il provvedimento d’iscrizione, dopo aver compiuto le relative verifiche, pubblicando l’avvenuta iscrizione nella “white list” sul proprio sito istituzionale.

L’iscrizione nell’elenco è volontaria e conserva efficacia per dodici mesi, periodo durante il quale non dovrà essere richiesta la certificazione antimafia.

L’iscrizione nella “white list” è aperta non solo agli operatori economici che hanno una sede nello Stato, sia essa legale o secondaria con rappresentanza stabile, ma anche ad imprese “straniere”, cioè prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia (art. 1, comma 2, lett. f), D.P.C.M. 14 aprile 2013).

Per ogni informazione e per i modi di iscrizione nella “white list”, si consiglia di consultare il sito internet della Prefettura territorialmente competente.