Dal 7 gennaio 2016 avviata la Banca dati nazionale unica per la documentazione antimafia (BDNA) che avrà il compito, nel rispetto delle garanzie a tutela del trattamento dei dati sensibili, di semplificare e accelerare il rilascio delle comunicazioni e informazioni antimafia.

La banca dati è stata istituita dal D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice Antimafia), mentre le modalità di funzionamento, accesso, consultazione e collegamento con il CED della Banca Dati Nazionale unica per la documentazione Antimafia sono state disciplinate dal regolamento adottato con D.P.C.M. n. 193 del 30 ottobre 2014.
Le stazioni appaltanti pubbliche, enti pubblici, società controllate pubbliche, concessionari di opere pubbliche, prima di approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici,dovranno acquisire la documentazione antimafia sulla piattaforma.
Sulla base dei dati immessi dall’operatore che effettua la consultazione, il sistema informativo, se l’impresa è censita, verifica le informazioni esistenti negli archivi della stessa Banca dati, nonché nelle altre banche dati collegate. Se non risultano a carico degli interessati le cause di divieto, sospensione e decadenza di cui all’articolo 67 del Codice antimafia, la Banca dati nazionale rilascia immediatamente, per via telematica, al soggetto richiedente, la comunicazione antimafia liberatoria. Per accedere al sito del Ministero dell’Interno e scaricare il testo del comunicato stampa clicca qui.