Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 7 gennaio 2015, del D.P.C.M. 30 0ttobre 2014, n. 193 del Regolamento che ne disciplina modalità di funzionamento, accesso, consultazione e collegamento, dal 22 gennaio 2015 è in funzione la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia prevista dal codice antimafia, approvato con il D.Lgs. n. 159/2011.

La Banca dati sarà connessa con le altre costituite presso il Ministero dell’Interno, la DIA (per i dati acquisiti nel corso di accessi ai cantieri) e quelle detenute da soggetti pubblici contenenti dati necessari per il rilascio della documentazione antimafia.
Sulla base dei dati immessi dall’operatore che effettua la consultazione, il sistema informativo, se l’impresa è censita, verifica le informazioni esistenti negli archivi della stessa Banca dati, nonché nelle altre banche dati collegate. Se non risultano a carico degli interessati le cause di divieto, sospensione e decadenza di cui all’articolo 67 del Codice antimafia, la Banca dati nazionale rilascia immediatamente, per via telematica, al soggetto richiedente, la comunicazione antimafia liberatoria.
Con l’entrata in vigore delle disposizioni del Libro II del D.Lgs. n. 159/2011, i soggetti di cui all’art. 83, commi 1 e 2 – pubbliche amministrazioni, enti pubblici, enti e Aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico, le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, concessionari di opere pubbliche o di servizi pubblici, contraenti generali di cui all’art. 176 del D.Lgs. n. 163/2006 – potranno acquisire d’ufficio, tramite le Prefetture, la documentazione antimafia (comunicazioni ed informazioni).
Non saranno istruite le istanze che perverranno da soggetti privati (persone fisiche o giuridiche).