Il possesso della qualifica professionale di acconciatore, ottenuto prima dell’entrata in vigore della legge 17 agosto 2005, n. 174, di riforma della regolazione del settore, consente l’equiparazione del soggetto ai soggetti abilitati ai sensi della riformata disciplina, di cui alla legge 14 febbraio 1963, n. 161.

L’accertamento del ricorrere dei richiesti requisiti professionali spetta ora ai Comuni, i quali provvederanno nei termini di legge alle opportune verifiche su quanto dichiarato dal soggetto nella SCIA e sulla documentazione da questi ad essa allegata.

E’ questo il parere fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico con la nota del 20 novembre 2014, Prot. 205832, inviata in risposta ad una privata cittadina che poneva il caso di una persona che, in esito allo svolgimento di «quattro anni di apprendista[to] tra [il] 1982 e il 1985», era stata «inquadrata al 2° livello», e che successivamente aveva svolto tale lavoro ininterrottamente fino ad oggi, senza peraltro aver mai provveduto, all’epoca, alla richiesta della certificazione da parte della Commissione provinciale per l’artigianato.

Ricordiamo che, in relazione a fattispecie parzialmente analoga, il Ministero si era già espresso con la Nota del 27 ottobre 2014, Prot. n. 188379 (Si veda la nostra Newsletter n. 36 del 5 novembre 2014, Punto n. 5), ritenendo che nella vigente disciplina sono venuti meno i compiti di accertamento e certificazione dei requisiti professionali in precedenza attribuiti alle Commissioni provinciali per l’artigianato, mentre la verifica dei requisiti professionali dichiarati nella SCIA è ora trasferita ai Comuni, in attuazione del primo comma dell’articolo 118 della Costituzione.